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Joe Cusumano con Joe Venuti |
Joe Cusumano, musicista e compositore ha studiato chitarra classica alla civica scuola di musica di Milano e dal M° Miguel Abloniz. E' stato scritturato dal grande violinista Jazz Joe Venuti col quale ha inciso parecchi dischi e che lo voleva lanciare in America anche come solista, ma Joe Cusumano ama l'Italia e preferisce non rinunciare alle sue radici. Ha suonato anche con Jerry Mulligan, Tony Scot e con i più grandi jazzisti italiani ed internazionali. Tutte le canzoni di Joe Cusumano sono depositate nella discoteca Rai di Roma, Milano e Torino e di tutte le sedi Rai d'Italia. Alla Rai, Marco Presta e Antonello Dose hanno lanciato le sigle musicali <<Viva Guglielmo Marconi>> e <<Il Ruggito del Coniglio>> Il regista della Rai Gigi Musca, Enrico Vaime e il Dr. Gianni Bisiach e tanti altri collaboratori Rai hanno collaborato a lanciare queste canzoni umanitarie. Chiara e Antonio Barone della televisione hanno collaborato alle migliori registrazioni. Grazie alla famiglia Giuseppe e Artemio Vercese di Milano e alla famiglia Massimo e Maresa Fagnoni di Pieve Porto morone, che mi hanno ospitato e, con la mandola ho composto oltre cento canzoni. |
Joe Cusumano con il tenore Di Stefano |
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L'inizio della carriera di Giuseppe Cusumaoè iniziata con il fratelloAntonio e il Dr.Nino Mazza di sciacca. Alla radio hanno vinto con la famosa trasmissione Il Campanile d'Oro" e premiati alla televisione a Milano. scritturati dal famoso musicista cubano Pantaleon Perez Prado. Il momento umano con Joe Cusumano e con la nuova chitarra midi che fa la tromba e tutti gli strumenti musicali. Elettra Marconi: Sono molto grata a Joe per la brillante canzone deicata a mio padre Guglielmo. |
Antonino Cusumano CliccaMy |
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Alla televisione a Uno Mattina Livia Azzariti presenta il cantautore.Queste canzoni naturali hanno successo quasi tutte. Ringrazio tutte le persone al mondo che hanno avuto fiducia in me, e mia moglie (qui a sinistra) che con tanto amore partecipa alla mia vita. Vostro Joe |
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PENSIERI DI JOE CUSUMAO DETTO UMANO CON LA RADIO IN MANO E LA MANDOLA AL SOLE Da Milano mi hanno sfrattato e, con l'aiuto dell'umano sono andato a sopravvivere a Pieve Porto Morone, vicino piacenza. Famiglia Vercese con l'artista Luciano Lodigiani, mi ha ospitato e guidato,la famiglia Giuseppe,Guido,Artemio e Antonia Vercese, con l'umanissima collaborazione di Massimo e Maresa Fagnone con tantissime persone. Ho mischiato il sole della Sicilia con la nebbia del Po e sono scaturite cento canzoni per vivere meglio. Nell'agosto del 1980 arrivò mio fratello Antonino da Sciacca, anche lui musicista, che mi dette l'aiuto fraterno e insieme a lui e alle cento canzoni e alla mandola decisi di andare alla RAI di Roma. Quando arrivai alla stazione di Roma e vidi quel traffico disordinato, mi venne voglia di tornare al paesello. Ma la forza delle mie canzoni, della mandola e delle persone mi trattenne a Roma e precisamente alla Rai. Primi problemi: dove andare ad alloggiare? Per fortuna mio fratello mi salvò telefonando all'amico Salvatore il quale mi ospitò per tre giorni. Dopo ritornò il problema di dove andare a dormire. Altra fortuna: incontrai l'amico Angelo Bonsignore che suonava il violino che mi ospitò per un mesettino, al nono piano, sul divano vicino al Vaticano. Per Fortuna che sua moglie Lina aveva messo vicino al divano un pò di pomodori rossi di "sammarzano" che mi davano un senso di allegria. Tutto ad un tratto mi trovai con la valiggia, la radio e la mandola nell'ascensore, per fortuna che era andata via la corrente e con una gran chiacchierata, una suonata e una cantata l'ho convinta a farmi rimanere ancora una nottata. Ricominciò l'avventura, dove andare ad alloggiare? In un bar vicino alla Rai, con la radio e la mandola mi misi a suonare e un certo Vincenzo, il napoletano mi disse: "Maestro, venga a mangiare e dormire a casa mia". A mezzanotte, finito di suonare in trattoria "Il Gatto e la Volpe", vicino alla chiesa di San Giuseppe di Roma, per stare un pò in allegria andai a casa di Vincenzo il napoletano. Si aprì un cancello, un portone, un portoncino e finalmente sentimmo abbaiare un grosso cane con l'accompagnamento di un piccolo bambino. Entrammo e mi trovai in una camera dove c'èra la moglie di Vincenzo con cinque figli, tutti nello stesso letto. Lui me la presentò ed io sentii un senso di allegria: mi sembrava di essere a Natale. Mi guardai intorno per vedere dove potevo dormire e vidi una sedia a rotelle. Vincenzo mi disse: "Vede Maestro, lei può dormire lì, su quella sedia a rotelle, così quando Lei vuole andarsene via, può dormire in qualsiasi strada di Roma senza pagare!".
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